Percorso 2 · da mezza giornata a un giorno

Castello: torri, bastioni e musei

Si sale una volta sola, si attraversa il quartiere in piano, si scende dal Bastione.

Castello è il quartiere alto, su un colle di calcare a un centinaio di metri sul mare. L'hanno fondato i pisani nel Duecento e fino al dopoguerra è stato la sede del potere: le torri, la cattedrale, l'arsenale, le sette chiese. Da Via Mameli si sale in dieci minuti, ma in salita: conviene farlo una volta sola, all'inizio.

L'ordine che proponiamo evita di risalire due volte il costone. Si entra da ovest per la Torre dell'Elefante, si attraversa il quartiere in piano fino alla Cattedrale e si scende alla fine dal Bastione di Saint Remy, che guarda a sud-est: se lo tieni per il tramonto, hai fatto la scelta giusta.

  1. Torre dell'Elefante

    A piedi · 10 minuti in salita da Via Mameli

    Finita nel 1307 su disegno di Giovanni Capula, la stessa mano della Torre di San Pancrazio. Calcarite di Bonaria, quattro piani, diciassette feritoie di avvistamento e trentacinque mensole di pietra che reggevano il ballatoio di legno. Sopra la porta c'è il piccolo elefante di marmo che le ha dato il nome, simbolo della potenza marinara di Pisa. Nel 1535 Carlo V la mise fra le migliori opere militari d'Europa; nei secoli è stata polveriera, armeria e carcere.

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  2. Bastione di Santa Croce e la Giudaria

    A piedi · 3 minuti dalla torre

    Pochi passi più avanti, sulla stessa via. È una terrazza con una delle vedute più larghe della città alta, e sorge dove stava la Giudaria, il quartiere ebraico medievale di Cagliari. Nel 1492, con il decreto dei Re Cattolici, la sinagoga fu trasformata in chiesa cattolica: è il nucleo dell'attuale basilica di Santa Croce, che poi i Gesuiti ampliarono nel Seicento. I due campanili diversi, uno tradizionale e uno con la cupola orientaleggiante, raccontano da soli questa storia. L'accesso al bastione è libero.

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  3. Cittadella dei Musei

    A piedi · 8 minuti dal bastione

    Qui va messo il grosso del tempo: da sola vale due ore. È stata costruita fra gli anni Cinquanta e il 1979 da Libero Cecchini e Piero Gazzola sull'area del Regio Arsenale sabaudo del 1727, distrutto dai bombardamenti del 1943, e incorpora cisterne romane, fortificazioni spagnole e carceri piemontesi. Dentro ci sono quattro musei: il Museo Archeologico Nazionale, con oltre quattromila reperti e settemila anni di storia, dai bronzetti nuragici alle oreficerie bizantine; la Pinacoteca Nazionale, con i retabli catalani e sardi del Quattro e Cinquecento; il Museo d'Arte Siamese Stefano Cardu, oltre milletrecento pezzi fra XIV e XIX secolo, la più grande collezione di arte siamese d'Europa; e le cere anatomiche di Clemente Susini, sessantaquattro preparati in ventitré vetrine, modellati dal vero sulle dissezioni di Francesco Antonio Boi.

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  4. Torre di San Pancrazio

    A piedi · 2 minuti dalla Cittadella

    Accanto alla Cittadella, in piazza Indipendenza. Completata nel 1305, sempre da Giovanni Capula, e più alta della gemella: la terrazza sta a centotrenta metri sul mare, il punto più alto della città. Da lassù Alberto Della Marmora fece i rilievi per la sua carta della Sardegna. Nel Cinquecento gli aragonesi la trasformarono in carcere e tale rimase fino a fine Ottocento.

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  5. Cattedrale di Santa Maria e la cripta dei Martiri

    A piedi · 4 minuti dalla torre

    In piazza Palazzo, ed è un edificio che si legge a strati: impianto pisano-romanico del Duecento, interno rifatto in barocco fra il 1669 e il 1674, facciata di marmo del 1931 costruita a imitazione del romanico pisano. Sotto il presbiterio si apre il Santuario dei Martiri, scavato interamente nella roccia e consacrato l'11 novembre 1618: tre cappelle e centosettantanove nicchie, ognuna con la lapide di un santo e i simboli del suo martirio, e quasi seicento rosoni scolpiti. Dentro ci sono anche sarcofagi romani del II secolo. Nella chiesa, il pulpito di Guglielmo, scolpito per il duomo di Pisa e arrivato a Cagliari nel 1312.

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  6. Bastione di Saint Remy

    A piedi · 5 minuti dalla cattedrale

    L'ultima tappa, e la più facile: l'accesso alla terrazza Umberto I è libero. Il complesso è stato progettato nel 1896 da Giuseppe Costa e Fulgenzio Setti, riprendendo un'idea di Gaetano Cima, e inaugurato nel 1902 sopra i bastioni spagnoli del Cinquecento. I bombardamenti del 1943 lo distrussero in parte; è stato ricostruito fedelmente dal 1946. Sotto la terrazza c'è la Passeggiata Coperta, che nella sua vita è stata sala per banchetti, infermeria di guerra e rifugio antiaereo, e oggi è spazio espositivo. Il nome è quello del barone di Saint Remy, primo viceré piemontese dell'isola.

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Prima di partire

Le due torri e il campanile della cattedrale sono soggetti a chiusure per restauro, e i quattro musei della Cittadella hanno tre gestioni diverse — Ministero della Cultura, Comune e Università — quindi biglietti e orari separati, senza un ticket unico. Controlla le pagine ufficiali prima di salire: il giro regge anche guardando le torri da fuori.

In pratica

Sono circa quarantacinque minuti di cammino in tutto. Due ore se guardi solo panorami ed esterni, quattro o cinque se la Cittadella la visiti davvero. La discesa finale da piazza Costituzione a Via Mameli, per via Manno e piazza Yenne, è di dodici minuti.

Orari e biglietti non li scriviamo noi: ogni tappa rimanda al sito di chi la tiene aperta. Cambiano, e la fonte giusta è la loro.

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A metà percorso

Il pranzo è a metà strada.

140 Grammi sta in Via Mameli 91, a Stampace, sotto il Castello: da qui parte questo giro e qui torna. Se vuoi trovare il tavolo pronto, prenota. Il mercoledì la Carbonara è a metà prezzo.

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