Percorso 5 · dal tramonto in poi

Cagliari di sera

Dove si mangia, dove si beve, dove si va a teatro. E quali sere dell'anno vale la pena prenotare il viaggio.

Cagliari cambia dopo le sette. I quartieri storici hanno ognuno un carattere diverso, e non è una questione di locali alla moda: è la forma delle strade. La Marina è un reticolo di vicoli fra il porto e Castello, Stampace è il quartiere delle botteghe, Castello è fatto di scalinate e piazzette panoramiche, Villanova ha case basse e cortili.

Questa non è una guida ai locali — non ne consigliamo, sarebbe pubblicità. È una mappa di come è fatta la sera qui, e dei posti che hanno un cartellone pubblico: teatri, centri d'arte, festival. Il resto lo scopri camminando.

  1. Prima: il mercato, al mattino

    A piedi · 15 minuti a piedi da Via Mameli

    Per capire cosa si mangerà la sera conviene passare dal mercato la mattina. Il Mercato civico di San Benedetto è il grande mercato coperto della città: la sede storica di via Cocco Ortu, inaugurata il 1° giugno 1957, ha due livelli di circa quattromila metri quadrati ciascuno. Da marzo 2025 quella sede è chiusa per un cantiere previsto in due anni, e il mercato si è spostato in una struttura provvisoria in piazza Nazzari — quattromila metri quadrati coperti e circa centosettanta attività. La struttura provvisoria è modulare, in metallo e senza saldature: è fatta per essere smontata e rimontata altrove. C'è anche un mercato stagionale dei ricci di mare, da novembre a maggio.

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  2. I quattro quartieri, e come sono fatti

    La Marina nasce in epoca pisana come quartiere popolare col nome di Lapola, per i magazzini del porto e le case di chi ci lavorava: è la zona con più ristoranti e locali della città. Stampace è nato a ovest di Castello come rifugio per gli abitanti di Santa Igia ed era il quartiere delle botteghe di artigiani e artisti; qui c'è la chiesa di Sant'Efisio, costruita per tradizione sopra la prigione del santo, e qui siamo noi. Castello è il quartiere alto, vicoli medievali, scalinate e piazzette che si affacciano sul golfo. Villanova era il quartiere di chi lavorava i campi e le vigne: case più basse, cortili, e i riti della Settimana Santa con le processioni delle arciconfraternite.

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  3. Teatro Lirico

    Fondazione lirico-sinfonica in via Sant'Alenixedda, con stagione d'opera, di balletto e concertistica distribuita su tutto l'anno. La sala ha milleseicentoventotto posti. L'edificio nasce da un concorso nazionale bandito nel 1964 e si presenta oggi come uno dei simboli architettonici del brutalismo in città.

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  4. Teatro Massimo

    Costruito fra il 1944 e il 1947 dagli architetti cagliaritani Oddone Devoto ed Emilio Stefano Garau, per ridare alla città un teatro dopo quelli persi in guerra. Un incendio lo chiuse nel 1982; è stato restaurato dal Comune. Oggi lo gestiscono CeDAC Sardegna e il Festival Internazionale Jazz in Sardegna, con danza, musica, teatro, circo, cinema e spettacoli per ragazzi su tre sale. Il foyer, il «Fuaiè», è aperto anche fuori dagli spettacoli.

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  5. EXMA

    In via San Lucifero, a Villanova. Centro d'arte contemporanea con mostre, concerti, festival, incontri e un teatro all'aperto nella corte interna; d'estate la programmazione serale è fitta — jazz, cinema in lingua originale, poesia. L'edificio è il primo mattatoio pubblico della città, costruito fra il 1845 e il 1852 su progetto dell'ingegnere militare Domenico Barabino: è stato macello fino al 1964, poi deposito di automezzi comunali, e ha aperto come centro d'arte nel 1993.

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  6. Lazzaretto di Sant'Elia

    Sul mare, verso il promontorio. Il complesso nasce nel Seicento come luogo di accoglienza e quarantena, e oggi è un centro polifunzionale con mostre, convegni, concerti — fra cui il festival Karel Music Expo — e attività didattiche. C'è una mostra permanente che racconta il passaggio dell'edificio da luogo di isolamento sanitario a spazio culturale. Sta a pochi minuti dal sentiero della Sella del Diavolo: se fai quel percorso di giorno, questa è la chiusura naturale della giornata.

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  7. SEARCH, sotto il Palazzo Civico

    In largo Carlo Felice, negli spazi al sottopiano del municipio. È la sede espositiva dell'Archivio Storico comunale, istituito nel 1326: pergamene, carte e codici dal Trecento al Novecento, più mappe, autografi e fotografie, con mostre temporanee. La sola sezione antica conta ottocentotrentuno buste. È a cinque minuti da noi ed è il posto giusto per un'ora prima di cena.

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Le sere che vale la pena prenotare

Sant'Efisio · 1 maggio

Nasce da un voto solenne pronunciato dal Comune di Cagliari l'11 luglio 1652 durante la peste, ed è stato onorato ogni anno da allora — anche sotto i bombardamenti del 1943. Il corteo parte dalla chiesa di Sant'Efisio, a Stampace, e percorre circa ottanta chilometri fra andata e ritorno fino a Nora. Sfilano più di duemilaottocento persone in abito tradizionale da tutta la Sardegna e oltre duecento cavalieri. Il cocchio avanza su «sa ramadura», un tappeto di fiori e petali steso lungo il percorso. La festa è candidata al Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità UNESCO.

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Monumenti Aperti · ogni primavera

È nata a Cagliari nel 1996 e oggi si fa in decine di comuni: per un fine settimana aprono al pubblico monumenti e luoghi normalmente chiusi, con visite guidate condotte da volontari e studenti, a ingresso gratuito. L'edizione del 2026, la trentesima, si è tenuta a Cagliari il 18 e 19 aprile e ha registrato oltre centoquindicimila visite. Le date cambiano ogni anno: si guarda il sito.

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Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori · fine settembre

Un venerdì di fine settembre l'Università di Cagliari porta la ricerca in piazza con mostre, spettacoli, concerti, giochi e conferenze aperti a tutti. Fa parte del progetto europeo SHARPER, che si svolge in tredici città italiane, finanziato dalle Azioni Marie Skłodowska-Curie di Horizon Europe.

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Prima di partire

Il Mercato di San Benedetto è in una sede provvisoria in piazza Nazzari finché durano i lavori: prima di andare in via Cocco Ortu, controlla sulla pagina del Comune. I cartelloni dei teatri e dell'EXMA cambiano di mese in mese, e le date di Monumenti Aperti cambiano ogni anno.

In pratica

Se hai una sera sola: aperitivo in Castello per il tramonto dal Bastione, cena a Stampace o in Marina, e poi il quartiere che preferisci. Se ne hai due, la seconda mettila a teatro.

Orari e biglietti non li scriviamo noi: ogni tappa rimanda al sito di chi la tiene aperta. Cambiano, e la fonte giusta è la loro.

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A metà percorso

Il pranzo è a metà strada.

140 Grammi sta in Via Mameli 91, a Stampace, sotto il Castello: da qui parte questo giro e qui torna. Se vuoi trovare il tavolo pronto, prenota. Il mercoledì la Carbonara è a metà prezzo.

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